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La ruta de los italianos, Santiago y Providencia

Un itinerario storico per il futuro

Il libro “La ruta de los italianos, Santiago y Providencia” presentato nella sede dell’Ambasciata Italiana in Santiago

Quanto ha inciso la presenza della comunità italiana in Santiago? E quanto ha plasmato il patrimonio culturale e sociale di questa città? Sono solo alcune domande alle quali il libro “La ruta de los italianos Santiago e Providencia” ha cercato di rispondere in un modo accattivante e suggestivo. Lo scorso venerdì 12 gennaio nella elegante e prestigiosa sede dell’Ambasciata italiana in Santiago si è svolta la presentazione di questo testo interessante che ha cercato di colmare un vuoto sulla influenza della presenza italiana in Cile che da tempo si faceva sentire.

Alla presenza dell’Ambasciatore italiano in Santiago, Marco Ricci, del Sindaco della Municipalità di Santiago, Felipe Alessandri e di Continúa leyendo La ruta de los italianos, Santiago y Providencia

“Cielos de Santiago”di Clara Salina: al di là dell’immagine

“Cielos de Santiago”: al di là dell’immagine

Storia, arte e vissuti attraverso i soffitti dei più begli edifici di Santiago

Incredibile ma vero. Guardando con il naso all’insù non solo possiamo scoprire prospettive bellissime custodite gelosamente nelle architetture dei soffitti ma persino la storia del nostro amato Cile.

Ad accorgersene per prima è stata Clara Salina, autrice, nonché straordinaria fotografa, del libro: “Cielos de Santiago”, una vera chicca per gli amanti dei libri fotografici che però, in questo caso non si limita a catturare immagini, ma soprattutto ad imprigionare emozioni. Emozioni per le meraviglie che non solo spesso passano inosservate e silenti sopra le nostre teste, ma soprattutto perché i soffitti alla fine “Sono i veri testimoni di quello che accade”, spiega Clara Salina che ha voluto incontrarci negli studi di Radio Perché, la radio del Comites, “Attraverso le porte semplicemente si passa e basta ma sotto i soffitti é dove noi tutti svolgiamo i nostri ruoli e questo spesso noi non lo pensiamo”. E se si pensa alla storia, a quante vicende positive, negative o tristi che si sono susseguite sotto i soffitti dei nostri palazzi santiaguini o “casone”, magari dimenticate e abbandonate, possiamo capire la portata di questa nuova prospettiva di lettura.

 

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“A Santiago c’é una piazza”: Presentato alla presenza dell’Ambasciatore Marco Ricci

Presentato alla presenza dell’Ambasciatore Marco Ricci il libro di Fabio Evangelisti: “A Santiago c’é una piazza”

In uno stupendo scenario di sapori e di prodotti, tutti rigorosamente italiani, si è svolta sabato scorso 16 dicembre la presentazione del libro: “A Santiago c’é una piazza”, di Fabio Evangelisti.

leggere anche intervista a Radio Perché

Proprio nel cuore della azienda fondata dal protagonista di questo appassionate testo, l’autore ha raccontato la storia affascinante di Alberto Rosselli, di Massa di nascita ma di Santiago di adozione. Un evento che ha coinvolto un gran numero di persone e che ha avuto l’onore di essere aperto con le parole dell’Ambasciatore d´ Italia in Santiago, Marco Ricci:

“Il libro mi é piaciuto molto, una storia forte”. Con acuta e attenta analisi l’Ambasciatore ha saputo porre i cardini della discussione non senza ricordare come il dramma della dittatura ha profondamente segnato la vita di molte famiglie italiane che vivevano e lavoravano in Cile.

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Fabio Evangelisti ci racconta la straordinaria vita di Alberto Roselli

Fabio Evangelisti autore di A Santiago c’è una Piazza ci ha visitato alla Radio Perché per presentare il libro dove ci racconta la vita di Alberto Rosselli

“Non si tratta solo di un viaggio fisico, di questo ragazzo che parte dall’Italia, ma dentro c’è anche un viaggio interiore che si realizza nell’arco di una vita”.

É con queste parole che Fabio Evangelisti ha incominciato a raccontarci del suo libro, “A Santiago c’é una piazza”, nel corso di una lunga intervista che ha rilasciato a Radio Perché, la radio del Comites del Cile.

Alberto Rosselli, di Carrara, oggi con i suoi ottantasette anni ben portati, è il protagonista del libro che tra Italia, Argentina e Cile riesce a entusiasmare, coinvolgere, far sentire partecipe il lettore, regalandogli un “posto in prima fila”. “Voglio partire da un aneddoto”, ha detto Evangelisti raccontando e raccontandosi nell’intervista. “Alberto giunge a Buenos Aires e in tasca ha solo una moneta. Nella strada che sta percorrendo c’é un lustrascarpe. Lo colpisce per la sua dignitosa povertà. Pensa un attimo e poi si avvicina e gli dà la moneta pensando che la necessita più di lui.

Da questa moneta regalata a uno sconosciuto parte la storia di Alberto che si snoderà fra le più svariate attività, lavori e iniziative che gli permetteranno di superare un momento molto problematico della sua vita con la piena realizzazione”. Alla fine il sogno della sua gioventù, per dirla con l’autore: “Cosa può desiderare un ragazzo che abbandona il suo paese solo?”, cioè, “quello di farsi una famiglia”, lo realizza.

E non basta. Oggi la sua famiglia si trova compatta a gestire il suo piccolo grande impero costituito da una catena di ristoranti e pizzerie onnipresenti nel “paese sottile” di cui solo recentemente ha deciso di passare il timone al figlio Mario e che nel libro trovano il loro motivo di esistere. Assieme a una imponente azienda import export (rigorosamente tra Italia e Cile) a capo della quale c´è la figlia Patricia. E con queste attività un altro sogno di Alberto si realizza: quello di esportare in Italia prodotti cileni, come vino e il prestigioso salmone ed importare dall’Italia alimenti tipici e, oserei dire, unici nel sapore, come pasta, olio, formaggio, caffè.

“Alberto ama il Cile pur sentendosi sempre profondamente italiano”, ha spiegato a Radio Perché il genero di Alberto, José Luis Granese, “A tal punto che i suoi figli non li ha mandati in una scuola italiana come fanno molti italiani che vivono in Cile, ma cilena. Questo perché loro doveva apprezzare e formarsi in questo paese”.

E il libro racconta proprio tutto questo: l’italianità vissuta attraverso l’esistenza quasi quotidiana della famiglia di Alberto. Una realtà fatta di sapori autentici che ha voluto lui stesso importare (scegliendo con cura prodotti e alimenti) perché insostituibili che si sono tradotti in una magica accettazione e quasi divinazione da parte dei suoi clienti sparsi per tutto il Cile.

Ma nel libro c’é di piú. Il libro può essere letto su diversi piani tutti ben evidenti ma tutti perfettamente incastonati in un gioco di parole che si trasformano ora in dramma e ora in gioia, ora in amore e ora in paura e affanno. Ed é cosí che i lettori in Italia lo hanno già valutato: una bella storia d’amore, un romanzo avvincente, una storia di famiglia appassionante; la difficile realtà dell’immigrazione e anche la rivincita della realizzazione personale ed economica con quello che l’autore ha voluto definire con il mito dello zio d’America. Insomma, in questo libro c’é tutto e l’opposto di tutto.

Fatto per chi ama le saghe familiari ma anche per chi ama le storie avvincenti delle famiglie che dal nulla sono riuscite a realizzarsi in un paese lontano che amano senza mai perdere il gusto e le radici del “primo amore”, quello per la madre patria. Sicuramente chiunque lo leggera troverà la sua dimensione e la prospettiva che lsaprá affascinarlo, conquistandolo.

Marco Maria Scotti