RIFORMA COMITES – CGIE: A VALPARAISO IL PRIMO INCONTRO DEL COMITES CILE

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RIFORMA COMITES – CGIE: A VALPARAISO IL PRIMO INCONTRO DEL COMITES CILE06/07/2016 – 16.34

RIFORMA COMITES– CGIE: A VALPARAISO IL PRIMO INCONTRO DEL COMITES CILE SANTIAGO\ aise\ –

Nella cittá di Valpariso si é realizzata la prima delle due mattinate di lavoro promosse dal Comites del Cile con il Cgie per raccogliere i contributi del mondo associativo italiano in Cile sulla riforma degli organismi di rappresentanza.

L’incontro – spiega oggi il consigliere del Comites Nello Gargiulo – è stato strutturato in due momenti ben definiti. A fare gli onori di casa Paolo Bacicalupo, Presidente del Consiglio della Comunità Italiana della Regione di Valparaiso, che ha invitato la comunità ad impegnarsi più attivamente nella vita civile e politica della regione.Quindi, il Presidente del Comites Claudio Curelli ha illustrato a grandi linee il sistema della rappresentanza (Comites-CGIE e Parlamentari), mentre la Vice-Presidente del Comites, Coralis Rodriguez, ha voluto sottolineare il valore democratico di questi organismi, alla cui elezione l’anno scorso, però, hanno partecipato pochi connazionali. Già presidente del Comites, Pio Borzone ha invece ricordato quanto sia “essenziale il lavoro con i giovani e le associazioni”.Dopo il dibattito, riporta Gargiulo, “ci si convince che la struttura associativa italiana sul territorio é ancora il pilastro su cui si costruisce il senso unitario di una collettivitá. Un aspetto emerso con molta convinzione per generare ampia partecipazione é stato quello di costruire un volontariato effettivo dal quale dovrebbero uscire le candidature delle liste. Ma se questo aspetto viene riconosciuto come di responsabilità locale, non così accade per il sistema e la modalità delle votazioni che nel rinnovo del 2015 é stato considerato dai presenti poco effettivo perché ha dato risultati limitati”.Tre, sintetizza Gargiulo, gli aspetti che il Comites del Cile ritiene necessari per riformare Comites Cgie.Il primo, scrive, è “rinforzare il rapporto di collaborazione con i Consolati così da seguire l’aggiornamento dei registri consolari con le nuove cittadinanze, che hanno bisogno anche di essere alimentate di cultura italiana. Quindi la conoscenza delle lingua italiana e della cultura civica italiana sono da non trascurare per i nuovi italiani. Si deve fare esplicita nei compiti del Comites un maggior coinvoglimento su questo aspetto”.In secondo luogo, occorrerebbe “considerare i sistemi di comunicazione come parte integrante della partecipazione civica, sempre in collaborazione con i Consolati, per seguire congiuntamente la crescita numerica della Comunitá e quindi mantenerla aggiornata dei fatti piú significativi della realtá socio-politica ed economica dell’Italia. I consolati con i Comites debbono seguire in maniera piú esplicita i rapporti con le comunitá”.Infine, bisognerebbe “rivedere i meccanismi delle votazioni. Almeno per i Comites, che sono organismi locali, la votazione potrebbe avvenire nei seggi sul territorio ed all´interno delle strutture degli organismi italiani ed italo-cileni: Scuole; Club; Patronati ecc”. (aise)

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