4 marzo 2018, l’Italia al Voto: Votare? Come votare? di Nello Gargiulo

4 marzo 2018, l’Italia al Voto:

Votare? Come votare?

di Nello Gargiulo.

Agli italiani residenti in Cile .
Agli Italo-Cileni aventi diritto al voto politico italiano.

Domenica 4 marzo 2018 si terranno le elezioni politiche in Italia. Con questo si mette fine alla legislatura che ebbe inizio nel mese di aprile del 2013.

Si voterà per eleggere 630 deputati e 315 senatori. Avendo ricevuto domande su questo importante processo farò il tentativo di riunire queste domande avventurandomi in risposte dirette e brevi:

  • 1. Su quale sistema elettorale alla fine si vota in Italia essendoci stati diversi tentavi di riforme e con grandi difficoltà per trovare ampi consensi?

Il voto sarà regolamentato dalla legge elettorale italiana del 2017, soprannominata Rosatellum bis, ha il nome del suo ideatore Ettore Rosato. Questo sistema elettorale in poche parole porterà all’elezione della camera dei deputati (in totale 630 parlamentari) e del senato (in totale 315 senatori) con un sistema misto che si combina sulla base di assegnare alle liste che presenteranno le forze politiche singolarmente o come coalizioni su due parametri essenziali.
Il 37% dei seggi (232 alla Camera e 116 al Senato) è assegnato con un sistema maggioritario a turno unico in altrettanti collegi uninominali: in ciascun collegio risulterà eletto il candidato più votato, secondo un sistema noto come first-past-the-post che in italiano significa, il candidato che ottiene la maggioranza semplice.
il 61% dei seggi (rispettivamente 386 alla camera e 193 al senato) saranno ripartiti proporzionalmente tra le coalizioni e le singole liste che abbiano superato le previste soglie di sbarramento nazionali; il riparto dei seggi è effettuato a livello nazionale per la camera e a livello regionale per il senato.
A questa modalità della legge elettorale italiana si deve aggiunge re anche la elezione dei parlamentari italiani all´estero di quella che viene chiamata la circoscrizione estero all´interno della quale possono esercitare il diritto di vito una cifra che si aggira sui 5.000.000 di elettori che in realtà sono o italiani nati in Italia e che si sono trasferiti all’estero o cittadini italiani che sono nati nei paesi di accoglienza e che godono della doppia cittadinanza quella del paese dove sono nati e quella italiana che continua a trasmettersi nel concetto di ‘’ius sangunisi’’ che vuol dire per filiazione biologica o anche adottiva.

Il 2% dei seggi (12 deputati e 6 senatori) è quello che viene destinato a questa circoscrizione ed il sistema per assegnare i parlamentari eletti avviene con il solo sistema proporzionale secondo i voti ottenuti dagli schieramenti.

  • 2. Come si fa a sapere se una lista o uno schieramento avrá la maggioranza per governare?

L´attuale sistema prevede che se una lista o uno schieramento supera il 40% del totale della votazione scatterà un sistema di ripartizione dei seggi che permette che venga assegnato quello che viene denominato: il premio di maggioranza che in definitiva assicura un numero di parlamentari maggioritario e quindi in parlamento si crea una maggioranza appartenente ad una sola coalizione o gruppo che potrá sostenere il futuro governo.

Se nessuno raggiunge il 40% la distribuzione dei seggi difficilmente permetterebbe ad un solo schieramento di raggiungere la maggioranza .In questo caso vanno cercate alleanze per governare.

Nel sistema italiano i governi vanno avanti solo, se nei due rami del parlamento, hanno una maggioranza che li sostiene. Quindi potrebbe succedere che anche chi prende la maggioranza relativa dei seggi non è il vero vincitore delle elezioni: Dover essere in grado di generare alleanze per assicurare la governabilità.

  • 3.Cosa succede nella nostra America Meridionale che è una delle 4 aree geografiche della circoscrizione estero?

Dei 12 deputati ne sono previsti 4, da eleggere e dei 6 sentori 2. Naturalmente con il sistema proporzionale i due senatori apparterranno ai due schieramenti che otterranno le maggiori votazioni o ad un solo se questo ottenesse da solo oltre il 50% dei voti. Sulla scheda della votazione si possono indicare fino a due nomi dei candidati dello schieramento per il quale si sceglie di votare.

Per la camera dei deputati anche si possono esprimere due preferenze scegliendo tra i candidati degli schieramenti. L’assegnazione ad ogni modo viene fatta sulla base del calcolo proporzionale dei votanti reali e dei voti ottenuti da ogni lista. Ogni elettore non è obbligato a votare per la stessa lista sia per la camera come per il senato. Il voto come si dice puó essere disgiunto. In altri termini, si puó votare per una lista al senato e per un’ altra per la camera ed i voti sono validi.

  • 4. Quante e quali liste si prevedono?

Con l’arrivo del materiale elettorale nelle case dopo il 12 febbraio si avrà modo di vedere le liste che effettivamente sono state accettata dal Ministero degli Interni. Per ora (prima di andare in stampa) possiamo prevedere che ci saranno liste che si collegano agli schieramenti politici italiani attuali(ai partiti come Forza Italia ed al Partito Democratico per esempio) come a liste civiche che non si collegano direttamente ai partiti politici ma che vogliono essere espressioni dell´associazionismo delle nostre comunità italiane. Un esempio è il Movimento Associativo MAIE nato in Argentina circa 10 anni fa e che oggi è rappresentato anche in altri paesi latino-americani.

  • 5. Il Cile ha la possibilità di eleggere un rappresentante al parlamento italiano?

Ogni candidato pur avendo la residenza in un paese è candidato per tutta l’ area della circoscrizione (nel nostro caso dal Venezuela in giù) e quindi puó raccogliere voti in tutto il bacino elettorale. È certo che nella pratica fino ad ora quasi nella totalità dei casi i candidati eletti escono dalle file dell’ Argentina e del Brasile che superano i 500.000 potenziali votanti ognuno. In Cile il nostro universo è di circa 50.000 (in Uruguay arriva ai 100.00) e naturalmente se in blocco tutti votassero e ci fosse convergenza su un candidato di bandiera sarebbe possibile portare al parlamento italiano, un connazionale italiano o italo-cileno residente in Cile.

Ma ben sappiamo anche quanto fino ad ora sia limitata la nostra partecipazione in termini percentuali alle votazioni, non superando nel migliore dei casi il 30% dei votanti. Dobbiamo fare di più. Tutto possiamo dire, meno; cosa importa a noi o cosa conosciamo della realtà politica italiana? Il voto è un diritto e dovere civico anche per chi è nato all’ estero dal momento che ottiene la cittadinanza italiana. Deve essere esercitato in modo informato e responsabile. E poi le sensibilità politiche sono diverse per cui per regolarsi ognuno potrà lasciarsi guidare dal criterio propiamente politico quando vuole privilegiare candidati che sono in queste liste oppure da un criterio più di sensibilità locale ed associativa e far ricadere la scelta su liste civiche che hanno anche i loro simboli.

Oggi prima di votare , chi ha dubbi potrà seguire nella rete i candidati per sapere chi sono e cosa fanno: Cosi pure il lavoro parlamentare che hanno svolto entrando nelle pagini Web dei parlamentari eletti.
Puoi segnalarci gía qualche candidato che va nelle liste? E dal Cile ne avremo qualcuno?
In Cile abbiamo conosciuto soprattutto I deputati Fabio Porta e Riccardo Merlo. Cosí pure la deputata Renata Bueno. Oggi i primi due vanno candidati al Senato rispettivamente per il Partito Democratico nato 10 anni fa dalla confluenza delle forze laiche moderate di sinistra e cattoliche della tradizione del cattolicesimo democratico di Giuseppe Dossetti che fu un politico e costituzionalista ma che poi si ritira come monaco in Emilia Romagna e fonda la famiglia dell’ Annunziata. Questo schieramento è stato legato ad una visione dell´economia sociale di mercato e con una funzione delle politiche statali in appoggio allo sviluppo dell’industria privata. Basta pensare al miracolo economico degli anni 60 e 70 come esempio di un perfetto equilibrio del pubblico e del privato. Anche i governi di centro destra(quelli della seconda Repubblica guidati da Silvio Berlusconi) in Italia sono stati allineati in genere su questa linea cercando di correggere gli eccessi di burocrazia statale che negli anni si erano accumulati, ma le crisi economiche e le economie emergenti non portarono sufficientemente a compimento questa fase perché anche il governo italiano si ritrovò a dover convivere con l’ economia e ancor più con una finanza sotto il mirino delle regole di una globalizzazione ancora difficile da governare.Quindi in Italia oggi più che visioni bi-polari( che hanno caratterizzato l’ ultimo ventennio) si confrontano posizioni più marcate e settoriali che rischiano di non creare un quadro di stabilitá. Affiorano tendenze nazionaliste e poco europeiste; gruppi che rasentano i populismi e nostalgie di ritorno a posizioni di statismo dominante. La scelta politica globale degli italiani potrebbe anche sfiorare un quadro di ingovernabilitá in un senso pessimista. Ma la nostra fiducia deve andare nella convinzione che l’ Italia é un paese maturo civicamente e politicamente. Premesse necessarie per assicurare una cresita economica sostenibile anche nelle turbolenze.

Dal canto suo in America Latina, il palamentare Ricardo Merlo nel dare vita al Movimento Associativo Italiano all’Estero -Maie- ha voluto rompere con gli schemi tradizionali del partitismo italiano applicato all´estero, ha delineato questa forza eterogenea che non ha, come si usa dire oggi in Cile, un domicilio politico preciso. E questo con i vantaggi ed anche gli svantaggi di chi preferisce il non allineamento. La deputata Bueno in Brasile, ha trovato la sua forza elettorale in linea sempre di movimenti associati e civici. Ma per chiudere questi esempi, usati solo per far capire ai nostri lettori la posta che è in gioco, dobbiamo per dovere di cronica segnalare

lo sforzo dell ‘unico candidato del Cile, Claudio Curelli che va in una lista civica che i nostri elettori troveranno nella busta con il materiale col nome di UNITAL: Unione Tricolore America Latina. Va lodato lo sforzo del nostro presidente del Comites Curelli che certamente sarà un motivo per spingere tanti connazionali a partecipare attivamente del processo elettorale gía in atto.
  • 6. Quando arriveranno le schede a casa?

A partire dal 14 febbraio e si spera che per il 20 del mese tutti gli aventi diritto al voto saranno in possesso della busta con il materiale per votare. Va detto che chi non avesse comunicato in Consolato un cambio di domicilio difficilmente riceverà il materiale. Importante é avere chiaro : chi effettivamente vuole far arrivare il suo voto deve preoccuparsi di votare subito la scheda e rispedirla al consolato con la busta gía affrancata e farla partire affinché arrivi per il 1 marzo alle ore 16.00 in consolato. Tra il 3 e 4 marzo le schede arriveranno a Roma in un grande centro per gli scrutini che avviene solo ed esclusivamente insieme allo spoglio delle schede votate in Italia.
Se per il 20 febbraio non fosse arrivata la busta e questo potrebbe succedere anche perché il postino non ha trovato nessuno al domicilio segnalato e la prima e la seconda volta quindi a norma di regolamento, la riporta in consolato. Ma chi sa di aver cambiato il domicilio negli ultimi 2-3 anni e non l’ ha comunicato al Consolato é meglio che si avvicini subito all’ ufficio per farlo. In altri termini, attenti tutti, gli aventi diritti al voto dal 12 febbraio in poi : avere un occhio al postino e avvisare i portieri dei palazzi, ed una mano celere per votare, imbucare o farsi una passeggiata per Clemente Fabres 1050 e far cadere il propio voto nella solenne e vistosa buca dell’ Ambascita d´Italia in Cile.

  • 7. Come si ci puó documentare sul processo in generale?

In questo periodo chi ne ha la possibilitá spendere un tempo per vedere il canale di Rai Italia, che gía sta trasmettendo informazioni sulle modalitá di voto. Cosi pure in Cile la pagina web del Comites www.comitescile.cl; e poi il sito dell’ Ambasciata d’ Italia in Cile come anche il seguire per internet i giornali italiani permette entrare a conoscenza di come si stanno muovendo le forze politiche .Per conoscere dei candidati della nostra America Meridionale suggerisco essere attenti alle comunicazioni che manderanno per posta e a quanto comunicheranno via Web. Forse il fatto che questo processo coincide per molti con le vacanze puó essere una buona occasione per documentarci e non rimanre con la busta in mano o lasciarla da parte aspettando di farlo domani. Il tempo é ristretto per emetter il voto ma quello di sentirsi italiani a tutti gli effetti é grande quanto é grande il cuore della Madre Patria che riconosce il diritto di cittadinanza per ora a intere generazioni a partire dal seme che un nonno, una nonna o bis-nonni piantarono ovunque quando vi misero piede per la prima volta. Non esitiamo anche dal Cile a far crescere il senso civico e politico di appartenenza ad una Patria i cui confini all’ estero solo trovano spazio nel cuore di ognuno di noi.
Rimango a disposizione anche per chi avesse bisogno di spiegazioni maggiori ngargiulo10@gmail.com

Nello Gargiulo
Consigliere CGIE del Cile

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